venerdì 4 dicembre 2015

Cosa significa essere uno sportivo di resistenza

Molti sportivi amatoriali, d'elite o professionisti, si dedicano a sport di resistenza. Di seguito proveremo insieme a ragionare su questo termine, conoscendone le origini e i significati.

Il termine resistenza deriva dal latino resistencia, da resistere, composto di "re" indietro e "sistere" fermare. Le origini di questo termine rimandano quindi al gesto di bloccare, opponendosi, ad una forza o ad una spinta. Contrari a questo significato sono l'acquiescenza, l'arrendevolezza, la condiscendenza e la docilità.

Questo termine diffuso in svariati ambiti, che spaziano dall'economia, alla psicanalisi, fino ai settori militari, giuridici e sportivi, connota in modo chiaro l'impegno energetico che va a esercitare la persona che "resiste".
La resistenza non riguarda uno sforzo volto a vincere o modificare un contesto o una data situazione, per apportare così un cambiamento, ma bensì uno sforzo di opposizione finalizzato a fermare l'incedere del nuovo e del cambiamento

La resistenza, più che una forza, è quindi una contro-forza, con uno scopo difensivo, volta al mantenimento della situazione attuale o passata.

La resistenza non ha una connotazione buona o negativa in senso assoluto, ma va valutata in relazione alla bontà dello stato difeso e alla bontà della forza che spinge a modificare la situazione.

In una situazione sportiva la resistenza è quindi la contro-forza che noi imprimiamo per cercare di difendere la situazione attuale, in cui percepiamo la nostra performance come soddisfacente. Resistere è quindi l'atteggiamento attivo che noi produciamo per fare in modo che la nostra performance non decada. Collegandoci a quanto detto poco sopra, il nuovo è caratterizzato dalla fatica e dal senso di fatica, che ci porterebbe a rallentare o a fermarci e la contro-forza che noi imprimiamo e tesa a bloccare questi vissuti.

Anche se in ambito sportivo la resistenza è un requisito fondamentale per ottenere un buon risultato, non si può dire che assuma un valore positivo in senso assoluto. Se resistere eccessivamente dovesse significare infortunarsi, o perdere la passione per lo sport praticato, risulta chiaro come questa contro-forza possa divenire un fattore controproducente. Inoltre anche il nuovo non sempre è dannoso, anche in uno sport di endurance. Il percepire la fatica è dialogare con essa, può permetterci di rigenerare le nostre scorte energetiche, per ripartire con ancora più slancio. Non è forse vero che, a volte, il riposo è il miglior allenamento?


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